SITO ARCHEOLOGICO

 

A pochi passi dall’agriturismo si trova una cripta basiliana del VII sec d.C. di epoca bizantina i cui affreschi, conservati sino ai nostri giorni, affascinano i cultori dell’arte.

Uno degli aspetti più affascinanti dell’Italia meridionale è rappresentato dagli insediamenti rupestri, incredibile testimonianza della vita sociale, religiosa e artistica dell’epoca bizantina.                                      Questa scelta abitativa e culturale, che in Puglia ha dato vita a contesti quanto mai suggestivi e artisticamente rilevanti, ha caratterizzato, insediamenti autosufficienti sia a livello sociale che economico, comprendenti abitazioni scavate nella roccia e collegate da un complesso sistema di scale, anch’esse scavate direttamente nel tufo, canalizzazioni e cisterne che garantivano l’approvvigionamento dell’acqua e chiese.

Gli insediamenti rupestri, comuni o isolati, sono stati talvolta abitati e utilizzati sino al secolo scorso, basti pensare ai frantoi ipogei e alle chiese.                                                                                                                                    Legata al fenomeno rupestre è l’intera zona brindisina, favorita dalle particolari condizioni geomorfologiche.

 

In località Masseria Torrevecchia, presso San Pancrazio Salentino, si trova la cosiddetta Grotta dell’Angelo o di Sant’ Angelo, a cui si accede mediante sette scalini scavati nel vivo della roccia.

 

 

 

L’aula, di forma ovale, è centrata da un poderoso pilastro atto a sostenere la volta, oggi in parte crollata, su cui si possono osservare lievi tracce di affreschi. Lacerti pittorici attestano la presenza di un apparato decorativo di grande suggestione di cui è testimonianza un affresco raffigurante San Vito martire, sulla parete di sinistra accanto all’ingresso.

 

 

La chiesa fu verosimilmente realizzata in epoca alto medioevale nello spazio di una più antica tomba a camera,  che fu convertita in luogo di  culto cristiano.

Per sfuggire alle persecuzioni di Leone III l’Isaurico, artefice del famoso decreto contro il culto delle immagini, i monaci basiliani abbandonando l’Oriente, raggiunsero le nostre coste e scavando nella roccia tufacea  trovarono rifugio costruendo diverse cripte e chiesette sotterranee.  Col passar del tempo, bonificarono le terre incolte e diffusero il modello delle masserie quale centro agricolo autosufficiente.

La presenza della cripta  testimonia  l’epoca remota di costruzione della antica masseria oggi ristrutturata in agriturismo.